Olio di Krill: Integratore di puro omega 3

Mettersi a dieta va bene, ma senza rinunciare ai grassi buoni. Perché abbuffarsi di omega 3 assicura una mente lucida e pronta, una pelle liscia e giovane, un corpo snello e sano, un sistema immunitario forte, un’arma potente contro il colesterolo, una barriera ai disturbi della menopausa e una risposta ai problemi di calvizie, dermatiti, unghie fragili. Questo è quanto confermano i numerosi studi condotti da ricercatori di università di ogni angolo del mondo. Gli scienziati continuano a ripeterlo, assumere acidi grassi fa bene, e farlo attraverso integratori di omega 3 specifici come l’olio di krill è meglio.

 

Attenzione ai pesci grossi


Negli ultimi anni è aumentato il consumo di pesce, soprattutto in Italia che acquista mediamente 25 chili di prodotti ittici a persona, contro i 23 chili di prodotti ittici consumati nel resto dell’Europa. Sembra incredibile, eppure gli italiani battono anche i paesi nordici. Questo perché pare ci sia una maggiore attenzione a motivi salutistici da parte degli italiani e parte anche perché nel Belpaese si è verificato un aumento di vegetariani parziali, quelli cioè che hanno abolito la carne dalla loro dieta in favore del pesce.

Il rischio però potrebbe essere quello di portare in tavola, oltre a pesci ricchi di omega 3 anche pericolose quantità di metalli pesanti (mercurio, cadmio, piombo) che si annidano nei tessuti dei prodotti ittici pescati nelle acque inquinate del nostro pianeta.
Se infatti può nascere spontanea l’idea di assicurarsi il giusto apporto di omega 3 attraverso un’alimentazione più ricca di pesce, l’idea di mangiare spada condito con mercurio e tonno arricchito di cadmio e piombo può giustamente frenare ogni buon proposito. In realtà per non correre rischi bisognerebbe scegliere pesce proveniente da mari freddi e di taglia medio-piccola, come sardine, acciughe, palamita, sgombri, aringhe, evitando invece quelli in cima alla catena alimentare come tonno, spada, verdesche. Se poi al pesce portato in tavola un paio di volte alla settimana, si abbina l’utilizzo di un integratore di olio di krill, il gioco è fatto.

 

Serve la certificazione


L’olio di pesce e l’olio di krill sono le maggiori fonti di omega 3. Mentre il primo viene prelevato dall’organo epatico del pesce, nel caso di olio di fegato di merluzzo, o da parti di scarto e interiora di pesci grassi, nel caso dell’olio di pesce, l’olio di krill viene estratto da zooplancton che costituisce il primo anello della catena alimentare, questo significa che è risparmiato dalla contaminazione metallica che affligge i pesci di tutti i mari. Ovviamente anche gli altri integratori di omega 3 presenti in commercio sono sicuri, soprattutto se sono stati sottoposti ai controlli severi di purificazione che vengono poi riconosciuti attraverso specifiche certificazioni come quelle rilasciate dall’I.F.O.S.

 

I crostacei sono i più sicuri


Il prodotto più sicuro si ricava dai krill, minuscoli crostacei che popolano le acque dell’oceano antartico. Ecco perché l’olio di krill ha controindicazioni solo nel caso di allergie ai crostacei. Ma è l’unico limite. Per il resto, questo integratore di omega 3 è una miniera di salute che fornisce vitamina E ed A, fosfolipidi e astaxantina in proporzioni ottimali. Secondo le ultime ricerche sembra anche che assumendolo regolarmente si riescano a tenere sotto controllo gli sbalzi d’umore e i crampi tipici della sindrome premestruale.

In sostanza, ecco i principali motivi per cui l’olio di krill pare essere il migliore tra gli integratori di omega 3:

  • fornisce livelli molto elevati di EPA e DHA
  • contiene livelli insignificanti di inquinanti perché sta alla base della catena alimentare
  • assicura una buona quantità di antiossidanti; tra cui retinolo (vitamina A), tocoferoli (vitamina E) ed anstaxanthina (carotenoide, precursore della vitamina A).
  • viene assimilato facilmente senza lasciare il retrogusto di pesce tipico di parecchi altri integratori.