Lo dicono tutti gli indici statistici: mai come oggi, dagli anni settanta, l’Italia ha attraversato una situazione lavorativa così difficile. Al sud poi la disoccupazione giovanile e femminile ha raggiunto davvero numeri record. Non per niente è ripreso un massiccio flusso migratorio verso il nord Italia ma soprattutto verso i paesi del nord Europa. Una volta esistevano delle specializzazioni universitarie che garantivano un successivo posto sicuro: stiamo parlando di facoltà come ingegneria e medicina. Oggi neanche queste si salvano. Il settore della sanità è infatti sotto il mirino del governo che sta tagliando posti letto, forza lavoro e chiudendo le strutture ritenute troppo ravvicinate ad altre. Insomma la ricetta “lacrime e sangue” varata dal governo Monti non si ferma neanche nel comparto salute. E non ci sono indicazioni che ci fanno pensare che questa ricetta non sia ancora perseverata dal governo che succederà a questo. Per quanto riguarda il discorso ingegneri anche qui il crollo di assunzioni è avvenuto sia nel comparto dell’industria che nel settore dell’ingegneria civile. Come tutti sappiamo questa crisi finanziaria parte proprio dalla casa. Per i troppi mutui facili concessi negli Stati Uniti. A cascata la crisi del mercato immobiliare è arrivata anche in Europa, in Italia, Spagna e Grecia in particolar modo. Non solo non si costruiscono più case ma soprattutto il mercato immobiliare è sostanzialmente fermo. Le Banche infatti hanno chiuso i rubinetti e accedere al credito è davvero difficile. Per ottenere un mutuo (e oramai non più al 100%) i giovani devono avere la garanzia di diversi soggetti. La mancanza di credito è anche il motivo che ha portato alla crisi del settore industriale e della piccola impresa. Senza credito è quasi impossibile per le piccole e medie imprese far fronte a periodi di esposizione o mancato pagamento (spesso da parte della pubblica amministrazione che paga i lavori spesso con ritardi abissali).

Ma quali regioni stanno reggendo meglio alla crisi attuale? Sicuramente il centro Italia, essendo meno legato ai processi industriali regge meglio alla crisi. Zone come la Toscana e l’Umbria che basano la loro economia sul terziario e sui servizi, sul turismo che nonostante il calo regge botta. Le aziende marchigiane, specialmente quello calzaturiero basato sul made in Italy continuano a lavorare bene, sono ricercate ancora delle figure specializzate in questo settore e molti giovani da tutta l’Italia accettano spesso una offerta di lavoro nelle Marche per andare a lavorare in aziende che sono l’eccellenza della moda italiana nel settore calzaturiero come Tod’s o Nero Giardini, aziende nelle quali l’occupazione femminile è decisamente predominante. Nelle Marche questo settore traina anche il settore del turismo. Negli anni si è infatti sviluppato un turismo del fine settimana inerente al circuito degli outlet della calzatura. Questa è una vera e propria manna per le piccole strutture ricettive come piccoli alberghi, bed and breakfast e strutture agrituristiche che riescono così a coprire anche i periodi morti e a destagionalizzare. Alla visita degli outlet si unisce spesso la visita ai paesi e alle città d’arte marchigiani.

Uno dei problemi più grandi per quanto riguarda l’Italia è l’arretratezza dell’uso degli strumenti tecnologici come la rete internet e soprattutto la mancanza di una rete di banda larga molto estesa. Oggi sulla rete internet si gioca il vantaggio competitivo di una nazione. Non solo nella mancata creazione di startup nel nostro paese, cosa amplificata anche dalle difficoltà burocratiche di aprire una società nel settore tecnologico ma anche nella vita di tutti i giorni. Negli altri paesi oramai è normale amministrazione richiedere un certificato alla pubblica amministrazione attraverso la rete, prenotare un volo aereo, fare una transazione dal proprio conto corrente online. Per quanto riguarda il mondo del lavoro all’estero oramai è la rete che la gioca da padrone. Attraverso la rete si possono inserire curriculum, consultare offerte di lavoro, contattare aziende. Sono nate in questi anni anche delle piattaforme specializzate sul mondo del lavoro come Experteer, questa ultima focalizzata su profili alti nel mondo del lavoro. Insomma anche in dei settori specifici, come nel mondo del lavoro, possiamo trovare iniziative molto verticalizzate in quello che a noi interessa. Servizi che ci permettono di arrivare direttamente al cuore del nostro interesse senza muoverci da casa. L’Italia è un paese straordinario, con capacità veramente grandi, capacità che ci hanno fatto conoscere da tutto il mondo. Oggi invece siamo indicati come un paese in declino. Forse un grande impulso e investimento sulla rete potrebbe arrestare il declino e riportarci al centro della creatività e dell’innovazione creando così i presupposti per far rimanere e lavorare qui i giovani talentuosi e capaci. Specialmente il lavoro nel settore femminile ha bisogno di affermare le condizioni paritarie di lavoro che ancora oggi (come si legge spesso negli organi di stampa) non vengono ancora totalmente rispettate.